La rigogliosa valle formata dal torrente Prino ha uno dei suoi centri più affascinanti nell'ampio comune di fondovalle di Dolcedo, con le sue caratteristiche palazzate lungo gli argini del torrente ed il suo particolare Ponte Grande, costruito, nel 1292, dai Cavalieri di Malta. Immerso negli uliveti, ricco di frantoi e mulini, l'abitato si divide in due zone, l'una intorno alla chiesa parrocchiale di San Tommaso, l'altra lungo il torrente Prino, attraversato da ben cinque ponti. Dal sagrato della chiesa di San Tommaso parte il sentiero che porta al santuario dell'Acquasanta di Lecchiore, incontrando, fra uliveti e vigneti, antiche borgate abbandonate.
La costituzione delle borgate di Dolcedo avviene nell'Alto Medioevo, grazie ai numerosi abitanti che dalla costa si rifugiarono nei monti e nelle campagne circostanti. Durante il Medioevo tutto il comprensorio di Dolcedo si costituì in feudo diventando dominio della famiglia Clavesana. Dal XII secolo, grazie all'opera dei monaci benedettini di Lerins, ebbe inizio la diffusione e la coltivazione dell'olivo nelle campagne. L'insediamento si spostò verso il fondovalle, costruendo i primi frantoi ad acqua, grazie alla notevole presenza di rii e torrenti.
Nel 1161 il Terziere di San Tommaso (con capoluogo Dolcedo), assieme al Terziere di San Maurizio (con capoluogo Porto Maurizio) e quello di San Giorgio (con capoluogo Torrazza), costituirono una circoscrizione amministrativa, affiancandosi ai Marchesi di Clavesana che però mantennero i possedimenti del territorio.
Nel 1228 gli stessi Clavesana cedettero il feudo al comune di Genova ponendo Dolcedo sotto la protezione genovese fino al 1613, anno in cui si costituì l'indipendenza amministrativa.