Seborga

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Il piccolo comune di Seborga è situato nell'entroterra tra Ospedaletti e Bordighera e, dal clima mite con estati fresche e inverni miti, gode di un ottima posizione, sempre soleggiata e con ampie montagna alle sue spalle che la proteggono dai venti freddi del Nord.
Parte della comunità di Seborga rivendica un'indipendenza dalla Repubblica Italiana in virtù di un antico status di principato di cui la località anticamente godeva. Secondo alcuni abitanti, documenti storici testimonierebbero il diritto all'indipendenza del borgo. La rivendicata indipendenza non è però riconosciuta da alcuno stato, né organismo internazionale. La località - di cui si sono ripetutamente occupati negli anni novanta numerosi media - viene considerata da alcuni storici britannici la "prima Monarchia costituzionale al mondo".

Il Comune di Seborga è parte integrante della Repubblica italiana ed i suoi residenti eleggono regolarmente il consiglio comunale ed il sindaco (che prestano il consueto giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana), nonché i loro rappresentanti al consiglio provinciale di Imperia, al consiglio regionale della Liguria e al Parlamento italiano, nonché al Parlamento europeo secondo le leggi italiane.
I cittadini di Seborga nominano un cosiddetto "principe", l'ultimo è stato Giorgio I, al secolo Giorgio Carbone) che è coadiuvato da un consiglio di 15 "ministri", privi di qualsiasi potere legale. Il "principato" conia una "moneta", chiamata Luigino, senza alcun valore legale, ma utilizzata come "buono" spendibile in città; il valore dato al cosiddetto Luigino è fissato in 6 dollari USA. La polizia municipale, dotata di poteri identici a quelli di tutte le altre polizie locali italiane, viene detta guardia ed è dotata di pittoresche uniformi.

Seborga ha delle proprie "targhe automobilistiche" che, però, non possono essere utilizzate se non a latere di quelle italiane. Tali targhe non hanno altra funzione se non quella folcloristica e sono applicate solo da chi lo desidera. Vengono anche distribuiti ai richiedenti "passaporti" e "patenti di guida" recanti l'effigie e i timbri del "principato"; privi di qualsiasi valore legale, tali documenti hanno unicamente funzione folcloristica e di promozione turistica.